Progetto « connexe » della Stazione del Grand Paris Express Creteil-l’Echat
Créteil-l’Echat, Francia
2015-in corso
22.000 m2
committente: Nexity
architetti: * con MG-AU Michel Guthmann Architecte
La città contemporanea si compone oggi di frammenti, parti di un tutto che agiscono sulla città e la trasformano. La rete infrastrutturale e le grandi funzioni strategiche che da queste si generano hanno un ruolo importante in questa trasformazione. Il Grand Paris genera questa sequenza di azioni a scale differenti e complementari, sia a livello territoriale che urbano.
Per questo motivo il progetto per le stazioni del Grand Paris identificano una nuova forma di urbanità, che partendo dalla riorganizzazione della mobilità, da una proposta di programmi misti , dallla riconquista di uno spazio pubblico verde, accogliente e confortabile, mette in scena un’architettura emblematica.
Si tratta di attivare dei dispositivi architettonici e urbani che siano capaci di rappresentare la (nuova) vita della città, tra regole sociali e dimensioni intime.
La nostra responsabilità e il nostro impegno consiste nel saper cogliere l’occasione offerta dall’arrivo dell’infrastruttura per contribuire a costruire un nuovo paesaggio urbano capace di dialogare con l’esistente ma anche di modificarne la sua percezione.
L’obiettivo è quello di inserire il progetto in un insieme che prenda possesso del luogo in tutte le sue dimensioni , che possa combinare la diversità di forme e di contenuti con una ricerca costante di un’immagine unitaria.
Unità e parte del tutto. La nostra ambizione è la ricerca di un’equilibro tra il ruolo urbano dell’insime e l’identità delle diverse parti che la compongono. Questa presa di posizione si concretizza nella definizione di una fascia allungata, parallela alle infrastrutture che la delimitano, che si deforma e si piega verso l’interno della parcella per creare le due corti che introducono agli accessi delle residenze da un lato , degli uffici e delle residenze per studenti dall’altro. Il progetto trova una sua forma in un’alternanza di sequenze che si sovrappongono sul fronte dell’edificio fino a creare un sistema di scenari urbani che permettono alla luce del sole di penetrare all’interno del volume come se questo fosse stato scavato e scolpito dalla sua volumetria originaria fino a creare un volume in emergenza, un segnale territoriale a 50 m sopra la stazione del Gran Paris di Créteil-l’Echat.