Foyer of the MAXXI
Roma, Italia
2004
Ritorno allo spazio che non c’è. Introdursi senza sovrapporsi. Esaltare la struttura esistente, moltiplicandola all’infinito secondo un gioco barocco di prospettive ripetute. Si crea una “soglia”, uno stato di sospensione tra “due parentesi”, gioco e “riflessione”, evento che si autogenenera attraverso l’azione artistica. Un blob bianco avvolge la stanza. Tutto è bianco, si cominciano a perdere i contorni.