Trittico
Alfonso Femia / AF*design per 3F Filippi
2018
Complesso costituito da tre linee di luce di lunghezza differente, legate fra loro da determinate affinità anche se autonome nello spazio.

La luce deve far parte dello spazio, ne deve disegnare geometrie, minimi paesaggi in sintonia con la natura dello spazio e i sentimenti di chi quello spazio lo vive nelle diverse modalità d’uso, ora operative, ora effimere, ora collettive, ora conviviali ora personali. La luce non può che riferirsi al suo rapporto di presenza ora discreta ora evidente. Quando ogni cosa produce un ritmo variabile, una serie di sequenze possibili, questa sta interagendo con noi e con i nostri bisogni, sino a poter soddisfare i nostri desideri.
Triptych è una luce a geometria variabile, a ritmo variabile, con sequenze variabili. Si basa su un elemento semplice la linea, che diventa complessa nella sua straficazione di anima, di luce e corpo di luce.
Triptych è pensata per ogni tipo di spazio, ovviamente partendo da quello operativo dell’ufficio, nell’accezione contemporanea del workplace 3.0, sino a quello domestico, perché gli oggetti affinché entrino in contatto con noi e ci parlino, devono sapere contaminare e contaminarsi, devono poterci appartenere. Triptych è spazio, siamo noi.

Alfonso Femia