Agenzia spaziale italiana

Roma, Italia

Agenzia spaziale italiana
Roma, Italia
2005-2012

Menzione d’Onore ai “The Plan International Awards”, categoria “Directional Buildings” (2015)

programma: Realizzazione della nuova sede per l’Agenzia spaziale Italiana a Tor Vergata, Roma
superficie: 28.600 m2
committente: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, SIIT Lazio
progetto: Alfonso Femia * con Annalaura Spalla
ingegneria strutturale: Camillo Nuti
geologia e geotecnica: Donatella Pingitore
impresa: SAC – Società Appalti e Costruzioni spa
fotografia: ©E.Caviola
foto modello: ©S.Anzini
modello in ceramica: Danilo Trogu
“Una periferia che qualcuno chiama Centralità. Nessuna urbanità. Enormi oggetti prefabbricati.
Un progetto che si compone di volumi semplici, neri, di differente lucidità, opacità, affiancati tra loro in apparente equilibrio. L’attimo prima di mettersi in moto. O l’attimo esatto di sospensione e sosta durante il loro movimento.”
Il tema del progetto è quello della ricerca dell’equilibrio.
Un equilibrio formale basato sulla dissociazione.
Un edificio costituito di differenti funzioni, di una serie di corpi di fabbrica distinti, deve costruirsi attraverso un processo compositivo che coinvolga i corpi stessi e gli spazi interstiziali, tematizzando il sistema di circolazione e le connessioni.
La ricerca della Sintesi, propria del processo creativo-progettuale, deve affrontare questo dilemma e risolverlo.
Magari attraverso la disinvoltura di una Metafora.
In questo caso la Metafora è la mancanza di gravità, il galleggiamento gioioso, che, improvvisamente trova un momento di equilibrio.
Equilibrio dissociato perché non basato sulla simmetria, sul bilanciamento dei pesi rispetto a uno o più assi, ma su una sospensione delle masse, corrispondente ad un sistema percettivo di movimento e di connessione.
Il nero totale degli edifici, di differenti materiali, ma uniforme, aumenta questa sensazione di estraneità e misterioso equilibrio.
La magia di qualche elemento improvviso, una serie di lucernari conici colorati al loro interno, una foresta di pilastri, un percorso che sprofonda nell’acqua l’effetto specchiante totale di corpi geometrici puri ma interrotti, forniranno la sensazione di spaesamento che dovrà aumentare la sorpresa di questo equilibrio complesso e contraddittorio. Un edificio centripeto che catalizza l’energia su di sé rivelando il paesaggio attraverso i suoi frammenti neri, esistendo.