











MUSEO DELL’OLOCAUSTO
Montreal, Canada
Concorso 2022
programma: Costruzione del nuovo Museo dell’Olocausto a Montreal, Canada: esposizione permanente, mostre temporanee, agora, servizi, auditorium, laboratori di ricerca, libreria-boutique, spazi di conservazione, amministrazione, 26 posti per biciclette.
superfici: superficie lorda 4.636 m2, superficie netta 3.252 m2
cliente: Musée de l’Holocauste Montréal
progetto: Atelier(s) Alfonso Femia *AF517 con Clément Blanchet Architecture, Diana Cardas Architecte
modello in ceramica: Danilo Trogu, La Casa dell’Arte di Albissola (SV)
immagini: ©Atelier(s) Alfonso Femia
“Perché un uomo senza memoria è un uomo senza vita, un popolo senza memoria è un popolo senza futuro.” Ferdinand Foch
L’Olocausto ha segnato la storia con lo sterminio di 6 milioni di persone, ma anche la rottura della trasmissione di una cultura, lo sradicamento dei sopravvissuti.
Pur rispettando le altezze circostanti, la frammentazione, la volumetria dei due edifici esistenti che saranno demoliti, l’inserimento nel tessuto urbano vuole segnare questa rottura trasmettendo un messaggio forte sul dovere della memoria e della trasmissione. L’edificio sbanda, anzi, disgrega, fa parlare di sé e della sua missione; L’intenzione è quella di spezzare l’indifferenza e l’inazione. Proponiamo un gesto allo stesso tempo sensibile e forte, un’architettura intesa come educazione sentimentale alla memoria dell’Olocausto.
Così, il progetto MemHO, la Memoria dell’Olocausto, vuole essere una presenza nella città. Il suo volume si integra nel profilo della strada e si distingue per l’austerità della sua texture. Questo atteggiamento urbano annuncia un’esperienza museale introversa e segna il peso di una memoria. Gli organi principali del museo sono inscritti in una massa primaria: l’agorà è scavata nell’angolo, il giardino è al centro, la galleria espositiva si avvolge attorno al giardino e le altre funzioni si dispongono nei volumi restanti.
Il giardino è uno degli elementi principali del museo. La sua ricca vegetazione contrasta con la massa dell’edificio e con il suo carattere minerale. Diventa il vero orizzonte del percorso museale, che si avvolge attorno ad esso come un nastro. La galleria dell’esposizione permanente segue un percorso ascendente che parte dal livello intermedio dell’agorà e ritorna alla stessa agorà dall’alto.
Pur rispettando le altezze circostanti, la frammentazione, la volumetria dei due edifici esistenti che saranno demoliti, l’inserimento nel tessuto urbano vuole segnare questa rottura trasmettendo un messaggio forte sul dovere della memoria e della trasmissione. L’edificio sbanda, anzi, disgrega, fa parlare di sé e della sua missione; L’intenzione è quella di spezzare l’indifferenza e l’inazione. Proponiamo un gesto allo stesso tempo sensibile e forte, un’architettura intesa come educazione sentimentale alla memoria dell’Olocausto.
Così, il progetto MemHO, la Memoria dell’Olocausto, vuole essere una presenza nella città. Il suo volume si integra nel profilo della strada e si distingue per l’austerità della sua texture. Questo atteggiamento urbano annuncia un’esperienza museale introversa e segna il peso di una memoria. Gli organi principali del museo sono inscritti in una massa primaria: l’agorà è scavata nell’angolo, il giardino è al centro, la galleria espositiva si avvolge attorno al giardino e le altre funzioni si dispongono nei volumi restanti.
Il giardino è uno degli elementi principali del museo. La sua ricca vegetazione contrasta con la massa dell’edificio e con il suo carattere minerale. Diventa il vero orizzonte del percorso museale, che si avvolge attorno ad esso come un nastro. La galleria dell’esposizione permanente segue un percorso ascendente che parte dal livello intermedio dell’agorà e ritorna alla stessa agorà dall’alto.
