WATERFRONT E TERMINAL

REGGIO CALABRIA

WATERFRONT E TERMINAL DI REGGIO CALABRIA

committente: Autorità di Sistema Portuale dello Stretto
progetto architettonico e paesaggistico: Atelier(s) Alfonso Femia *AF517
architetto mandatario: Alfonso Femia
paesaggio: Michelangelo Pugliese
ingegneria strutturale: Artuso Architetti Associati
ingegneria impiantistica: Artuso Architetti Associati
direttore di progetto: Alfonso Femia
project leader: Carola Picasso
design team: Simonetta Cenci (Coordinamento), Alfonso Femia, Gloria Cilauro, Sara Massa, Enrico Di Palo, Francesca Recagno, Sara Traverso, Leandro Esposito, Giovanni De Grandi, Leonardo Giacalone
programma: Interventi di riqualificazione di aree, strutture ed infrastrutture presenti nel porto di Reggio Calabria;
realizzazione del nuovo terminal crociere, di percorsi ciclo-pedonali di collegamento con il lungomare e di un parco lineare all’interno dell’area portuale
superficie: RAS tutti i lotti: 46.428 mq
calendario: Progetto 2023, PFTE consegnato 2024
renderings: ©AF517, ©Diorama
fotrografie: ©Stefano Anzini (stato di Fatto)

“Il progetto prevede la riqualificazione dell’area portuale rendendo necessario un intervento di riqualificazione del waterfront da valorizzare e da restituire alla fruibilità cittadina attraverso infrastrutture sicure e adatte a tale scopo.
Il primo obiettivo è quello di inserire il porto di Reggio Calabria nel circuito crocieristico internazionale.
Per raggiungerlo, occorre dotarlo di servizi per l’accoglienza e per il controllo dei passeggeri.” AF
Il porto di Reggio Calabria si colloca sulla sponda orientale dello Stretto ed è costituito da un bacino artificiale protetto dalla lunga Banchina di Ponente. Santa Caterina è il quartiere urbano che prospetta il porto.
Insieme a quello di Villa San Giovanni, il porto di Reggio Calabria garantisce i collegamenti con la Sicilia e le isole Eolie. Oltre al servizio passeggeri e commerciale, il porto di Reggio svolge anche funzione diportistica.
In relazione al traffico merci, in passato era collegato a numerosi porti del Mediterraneo: Casablanca in Marocco, Marsiglia in Francia, molti approdi turchi, Ceuta in Spagna, Patrasso in Grecia, Zaporozhya in Ucraina, Valletta a Malta.
L’area portuale è dotata di collegamenti diretti con la rete stradale e autostradale (bretella di raccordo sul tratto terminale dell’A2 che attraversa la città di Reggio Calabria). Molte lacune impediscono lo sviluppo del porto in chiave territoriale. In termini di integrazione rispetto agli altri nodi calabresi inseriti nelle reti europee, centrale e globale, il porto non gode di un collegamento diretto via strada con l’aeroporto di Reggio Calabria, né di collegamenti diretti ferroviari con lo stesso aeroporto di Reggio Calabria, con l’aeroporto di Lamezia Terme e con il porto di Gioia Tauro.
Porto e città, dunque, sembrerebbero elementi che poco si rapportano tra loro, apparendo “estranei” l’un l’altro per due motivazioni principali: da un lato la gestione autarchica degli enti portuali, dall’altro la scarsa capacità del piano urbanistico di gestire gli effetti spaziali delle politiche infrastrutturali, spesso settoriali ed autoreferenziali. IL WATERFRONT URBANO È DIVENTATO UN TEMA DI GRANDE ATTUALITÀ CHE COINVOLGE NON SOLO LE GRANDI REALTÀ URBANE, MA ANCHE LE PICCOLE E MEDIE CITTÀ AFFACCIATE SULL’ACQUA, CHE STANNO TENTANDO DI COGLIERE LE OPPORTUNITÀ CHE GLI AMBITI STRETTI TRA IL TESSUTO URBANO E L’ACQUA POSSONO OFFRIRE. Realtà territoriali, restituire all’accessibilità e alla fruizione pubblica, protagoniste negli ultimi anni di alcuni interessanti processi di riconversione urbano-portuale e progetti di trasformazione sui fronti d’acqua; territori e relazioni complesse in cui sono sintetizzate tutte le contraddizioni e le problematiche della progettazione contemporanea; dimensione scalare, strategie territoriali, strumenti, finanziamenti e aspetti diversi implicati nella trasformazione delle città portuali e dei waterfront urbani in Italia, indagati per dimostrare che la relazione tra la città e il porto non può essere concepita come un problema di omogeneità, quanto piuttosto di diversità, in cui scelte politiche, progetti, attori e risorse non necessariamente assumono lo stesso ruolo.
Recenti studi, unitamente al dibattito cittadino, hanno risollevato la questione porto, intesa come infrastruttura sotto-utilizzata rispetto alle sue potenzialità. In particolare è stato evidenziato come le installazioni ferroviarie all’interno dell’area portuale, la tangenziale sopraelevata e l’edificazione disordinata del limitrofo quartiere di S. Caterina, abbiano contribuito ad innalzare una ”barriera” tra Reggio e il suo mare. La valorizzazione della “terra di mezzo” del waterfront alla scala territoriale, urbana ed extraurbana, la realizzazione di un percorso che amplifica la connessione, attivando funzioni civiche, sportive e sociali permanenti insieme a quelle più specificamente portuali, è un progetto di connessione che va molto oltre le infrastrutture e gli oggetti correlati.